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IL MARESCIALLO MAGGIORE LUIGI IMELIO
UN NOME E UN PROGRAMMA (*)
La scelta del personaggio al quale intitolare la nuova fanfara è stata molto semplice, potremmo dire "di getto" e subito condivisa. L’ideatore del Gruppo e, con lui, non pochi Bersaglieri vicentini, infatti, ben conoscevano la famiglia Imelio che, prima attraverso il M.llo Luigi e, successivamente con il figlio Giancarlo, aveva educato alla musica militar-bersaglieresca più di una generazione. Luigi Imelio nasce a Bobbio, in provincia di Piacenza, il 27 dicembre 1914.
Nel 1935, chiamato a svolgere il servizio militare, entra a far parte della fanfara del sesto reggimento Bersaglieri di Bologna, diventandone, nel 1937, capo-fanfara. Assieme al suo reggimento partecipò alle campagne di Yugoslavia e di Russia.
Nel dopoguerra, assieme al maresciallo Federico Coppola, è il primo capo fanfara del nuovo esercito italiano. Congedato nel 1976, "papà Gino" - come familiarmente veniva chiamato dai giovani Bersaglieri musicisti - continua per anni a collaborare con la sua "fanfara" trasmettendo l’amore per le piume e per la Patria. E’ mancato il 15 giugno 1987.
Quando la fanfara dell’VIII, la cui guida passa dal padre Luigi al figlio Giancarlo, termina il suo servizio, molte di quelle preziose carte musicali, di quegli spartiti logori per il prolungato servizio, restano in eredità alla “figlia” di Sandrigo, per il dono grande dei famigliari. Per tutti questi motivi, dicevamo, la scelta del nome è stata immediata. La "Imelio" porta avanti, nel nome del grande maestro, una tradizione che viene da lontano, un’arte musicale unica e ancora fortemente coinvolgente.
(*) dal libro “L’Impetuosa”
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